ALCUNI SCORCI DEL CENTRO STORICO
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Sunto sullo sviluppo urbanistico di Anagni nel corso dei secoli, con particolare attenzione al secolo XIII, periodo di massimo splendore nella storia della citta'. Fasi preliminari dello sviluppo della citta' fino all’epoca romana: - I primi elementi documentabili dell’insediamento umano ad Anagni risalgono all XI secolo a.C., quando gruppi nomadi di origine non italica vennero a stabilirsi nella vallata del fiume Trero (quello che oggi conosciamo come Sacco); - Gia' nell’VIII secolo a.C. Anagni (o Ananes, "Citta' Sacra" per gli Ernici) era la maggiore delle citta' della Confederazione Ernica; - Fino a tutto il I secolo a.C. l’unica difesa dell’abitato era rappresentata dalle naturali rocce tufacee sulle quali era stato eretto; e' all’epoca del Re Servio Tullio che vengono costruite le prime due cinte di mura poligonali; - Durante il periodo dell’Impero Romano, particolarmente all’epoca delle dinastie Antoniniana e Flavia, Anagni divenne luogo di villeggiatura degli imperatori e delle loro corti, ed a' in questo periodo che la citta' si arricchisce di costruzioni prestigiose quali le Terme di Vallefredda e il Mercato Pubblico, e delle due prime strade rotabili che collegavano il centro cittadino alle vie di comunicazione della vallata; - Con l’avvento del Cristianesimo sorsero nella citta' numerose chiese, intorno alle quali si svilupparono presto popolosi borghi: le prime furono la chiesa di Sant’Andrea, quella di Santa Balbina, San Pancrazio, nonche' quella dell’attuale Madonna del Popolo e quella di San Michele nel versante nord della citta'; nel versante sud fu eretta invece la chiesa di San Domenico (oggi scomparsa), che rappresento' il fulcro intorno al quale si sviluppo' il popoloso borgo Cellere. L’urbanistica anagnina in epoca medioevale: Siamo a ridosso dell’Anno Mille e a questo punto il centro della citta', ordito lungo assi viari ben precisi, puo' ritenersi configurato nel modo definitivo col quale si presentera' fino ad oggi (salvo modifiche localizzate che non ne stravolgeranno l’urbanistica). Durante il I secolo d.C. viene costruita la Cattedrale, voluta dal Vescovo Pietro da Salerno sul luogo in cui sorgeva l’antico Tempio dedicato al Dio Saturno. Ed e' intorno alla Cattedrale che si consolidera' il borgo detto "Castello", borgo che avra' un ruolo di primo piano nelle vicende sia politiche, sia religiose che economiche nella storia futura della citta', specialmente quella legata alle vicende pontificie. All’inizio del XII secolo vi e' un gran numero di chiese parrocchiali all’interno della citta', e se ne conoscono almeno sei extraurbane, fenomeno questo che indica in modo chiaro il prosperare economico della citta' e la sua importanza politica. Nei decenni passati la popolazione anagnina era stata soprattutto di vocazione contadina, quando la citta' divenne residenza pontificia si svilupparono nuove attivita' economiche e commerciali e prese vita un mercato ricco e fiorente ossigenato dalla presenza, da un lato, di esponenti delle classi nobili e di figure legate al latifondo, dall’altro da quella di cardinali, prelati e autorita' facenti parte della Curia Pontificia. Questa situazione di benessere creo' un importante movimento di convergenza verso Anagni, che contribui' ad un aumento demografico dovuto a fattori di miglioramento delle condizioni economiche, e determino' una saturazione delle aree urbane e una conseguente espansione dell’abitato oltre la linea difensiva delle mura, con la nascita di nuovi borghi. L’architettura civile e' una delle piu' alte manifestazioni dello stato economico degli individui, cosi' quando la classe dei mercanti e degli artigiani raggiunge una sicurezza economica tende ad individualizzare al massimo il proprio spazio vitale costruendo le proprie abitazioni secondo le sue necessita' e facendone quasi il simbolo della propria aspirazione; di qui la costruzione di palazzetti, case torri e case con bottega nei quartieri piu' rappresentativi della citta', e anche la costruzione del palazzo civico a testimonianza della raggiunta identita' civica della cittadinanza. L’edificazione di queste case fu caratterizzata dalla forte volonta' di insediarsi nelle zone limitrofe al potere ecclesiastico e cittadino e di affacciarsi sulla via di comunicazione principale; dal punto di vista urbanistico, questo porto' alla costruzione di edifici dalla classica pianta stretta e molto allungata, con il lato corto affacciato sulla via e che spesso si elevavano per due o tre piani, per sfruttare al massimo l’esiguo spazio disponibile in questi affollatissimi quartieri. Non venivano quindi eretti edifici poderosi e fortificati che non rispondevano ad un criterio di sfruttamento massimo di una piccola particella di terreno, ma si preferivano case che si adattavano all’esigenza di munirsi di una difesa e di un controllo strategico su alcuni punti nodali della citta', specialmente dalle famiglie nobili con alle spalle secoli di potenza feudale. E’ il caso delle famiglie Conti e Cajetani, le quali svilupparono e trasformarono radicalmente l’aspetto di talune zone della parte alta della citta' erigendo nuovi palazzi, opere pubbliche e chiese e aprendo nuove strade di comunicazione interna e dall’interno verso la periferia. In quest’epoca la vita e lo sviluppo di Anagni gravitavano ancora, ed in maniera sempre piu' incidente, sulla parte alta della citta', cioè tra il Palazzo Civico e i quartieri ad esso sovrastanti (Castello, Torre, Trivio, Tufoli). La parte bassa, che si snodava dalla centrale Piazza dell’Arringo (quella del Palazzo Civico) sino alla Porta Cerere, era dotata di pochi edifici pubblici ed era abitata dalle classi meno abbienti e socialmente inferiori, cosi' come le zone adiacenti le mura come quella compresa tra Via San Domenico e Via Piscina; la fascia meridionale compresa tra la Via Nuova e la Via Bagno, e tutta la fascia di abitazioni sorte lungo il perimetro esterno delle mura nella zona dell’attuale Porta San Nicola; erano queste le posizioni piu' disagiate per la loro posizione periferica estremamente insicura, poiche' si trovavano proprio vicino alle mura, lungo forti pendii che impedivano un facile transito e che le rendevano luogo di confluenza delle acque piovane e di scarico. Alla fine del Duecento Anagni raggiunse la sua massima popolazione; si pensa che in citta' vivessero a quel tempo non meno di cinquantamila persone, compresi la folta Corte Papale, il Clero, le famiglie gentilizie, una cospicua guarnigione di soldati in stabile residenza. Il centro cittadino era composto da ben ventitre' parrocchie e suddiviso nelle seguenti dieci contrade: CASTELLO: con questo nome e' sempre stata identificata la parte piu' alta e, generalmente fortificata di ogni citta' in epoca medioevale; non fa eccezione questa, tra le piu' antiche zone edificate di Anagni. CELLERE: qui era edificata gia' nell'antichita' la porta di accesso alla citta' da ovest. La periferia era suddivisa nelle seguenti cinque contrade: SANTA CECILIA, SAN LORENZO A FUSANO, SAN PIETRO IN VINEIS, SANTO SPIRITO, BORGO DEGLI ORTI. Con la morte di Bonifacio VIII ed il periodo della Cattivita' Avignonese comincio' per Anagni, come del resto per Roma e per tutti i centri legati al potere del Papato, una parabola discendente che porto' ad una profonda crisi economica e demografica. Nei secoli successivi furono pochi gli interventi urbanistici di rilievo, uno fra tutti la costruzione della Piazza Centrale, oggi Piazza Cavour, che fu sistemata in un’ampia spianata creatasi dopo il crollo di alcuni antichi edifici, e che sposto' il punto focale della città dalla Piazza del Comune a questo piu' ampio e scenografico sito detto anticamente Collina Matrona. Bibliografia: Roberto Jacovacci, La Ciociaria; Enrico Guidoni, Storia dell’urbanistica: il Medioevo; A. Panza, R. Ferretti, Anagni nel XIII secolo; C.Carbonetti, M.Vendittelli, Il Lazio Meridionale; Zappasodi, 1908, Ambrosi De Magistris, 1898, Mazzolani, 1969 |