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Danubio e Palazzo
del Parlamento - Budapest
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11
Agosto: finalmente parto! Ho prenotato volo e hotel
a marzo per approfittare delle offerte dei voli a basso
costo, non vedevo l'ora! Alle 14.20 sono a Fiumicino
nell'attesa dell'imbarco guardando gli aerei decollare,
fra poco tocca a me. Il volo è splendido, purtroppo
il cielo su Roma è denso di nuvoloni quindi non ho potuto
vederla dall'alto come avrei voluto, ma non appena superiamo
gli Appennini appare l'Adriatico con le meravigliose
isole croate, le Kornati, che da quassù sono ancora
più spettacolari, riconosco Dugi Otok con il suo lago
salato. Poi la distesa ungheresa, una pianura immensa
disseminata da minuscoli e ordinati villaggi, e il lago
Balaton, il mare d'Ungheria.

Le
Kornati dall'aereo
L'atterraggio
è in orario, ma ci vuole un po' per raggiungere l'hotel,
che è all'altra parte della città, in una zona periferica,
un po' squallida a dire la verita, con i palazzoni
anomini tutti grigi e uguali, anche se ognuno con parcheggio
ed enorme giardino; la prima impressione non è che sia
positiva, l'albergo è una delusione, un due stelle che
ne vale 1/10, la hall è tutta uno sfavillio, mi danno
invece una brutta camera con quattro letti, pavimento
in grigio linoleum e lavabo in camera con uno specchio
posizionato in alta quota. Meno male che è pulito, almeno
questo. Per arrivarci, con la metro HEV, ho attraversato
il quartiere di Obuda, che invece è molto carino, con
tante casette mono familiari a due piani con il tetto
spiovente, sembrano le case delle fate, dipinte con
colori sgargianti e decorate da stucchi o infissi bianchi;
passo vicino alla fermata Filatorigat, scendono e salgono
centinaia di ragazzi con curiosi braccialetti colorati,
scoprirò in seguito che stanno partecipando allo Sziget
Festivale, evento musicale a livello mondiale. Sono
arrivata tardi in hotel e non ho proprio nessuna voglia
di uscire, per questa sera si sta in "casa".


Arte...moderna
a Budapest
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12
Agosto: oggi si va alla scoperta di Budapest. La
Metro e i tram ti portano dovunque, fuzionano benissimo
e sono molto puntuali, e ad ogni fermata un'allegra
musichetta annuncia la fermata successiva, in ungherese
naturalmente. Putroppo il tempo è brutto, ogni tanto
piove e il cielo è plumbeo, la temperatura però è piacevole,
consente di camminare senza fare grande fatica. Scendo
con il tram davanti al Bagno Gellert, uno dei tanti
bagni termali della città, bellissimo edificio che è
anche un prestigioso hotel, già da qui posso ammirare
il Danubio con i suoi ponti, il Castello e il Parlamento.
Dopo essermi "arrampicata" sulla Cittadella,
ex città fortificata ora sede di musei, risalendo, sotto
la pioggia, un percorso di vialetti e gradini, mi godo
lo spettacolare panorama della città, del fiume e dei
momumenti che da qua sono tutti visibili. Ora mi dirigo
al Castello, la parte alta di Buda, il Varhegy, dove
ci sono i musei e le gallerie più importanti, la
Chiesa di Mattia e il Bastione dei Pescatori, oltre
a bellissimi cortili e giardini ornati da statue e fontane.
All'ora di pranzo mi siedo ad uno dei tanti ristoranti
della zona, con tavolini all'aperto porticato di legno,
tovaglie a quadretti e fiori sulla tavola. Provo il
menù turistico che propongono e rimango soddisfatta
della zuppa di gulyas, che non è il gulash, ma una minestra
con verdure, del pollo alla paprika con i peperoni
e da una fantasia di strudel con i fiocchi, tanto
da meritare una foto. Intanto Budapest comincia a conquistarmi,
piano piano. Arrivo al Ponte delle Catene, in questo
momento dell'anno è chiuso al traffico e aperto a bancarelle
di souvenir artigianali e chioschi di cucina tipica,
per quella che è la Fiera dei Mestieri, arricchita da
esibizioni folkloristiche e sportive, come la performance
di uno stuntman che da un aereo in volo "scende"
su di un elicottero e da qui su una delle torri del
ponte. Acquisto uno dei dolci che vendono nelle bancarelle,
una specie di "cannone" di pasta che viene
cotto su braci ardenti, buonissimo, ma con un nome impronunciabile,
sarà la mia cena, sono stanca e torno in hotel.

MacDonald
della Stazione Nyugati a Budapest

Panorama
del Danubio,
a
destra Notturno (cartolina illustrata)
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13
Agosto: esco e alle 8.00 sono già in centro, oggi
visito Pest, l'altra metà di Budapest. Vado al Parlamento
a prenotarmi per la visita, gratuita per i cittadini
europei, che comincia alle 11.30, nell'attesa faccio
un giro e mi fermo al McDonald della stazione Nyugati,
considerato uno dei più suggestivi del mondo. In effetti
merita la visita, arredato completamente in stile Art
Nouveu, con lampadari enormi e luccicanti, vetrate artistiche,
tavolinetti in ferro, per gustarmelo meglio ordino un
espresso, e faccio un po' di foto. Invece per approcciare
la famosa pasticceria ungherese vado alla Pasticceria
Gerbeaud, che dal 1858 pare faccia le migliori torte
della città, in particolare modo la Dobostorte, una
delizia a strati di pasta frolla e cioccolato ricoperta
da caramello, una goduria, vi assicuro. Il posto poi
sembra un museo, poltrone di velluto, quadri, stucchi,
lampadari, tutto perfettamente in stile. Bello davvero.
Alle 11.30 vado al Parlamento, meno male che ho prenotato
la visita, c'è una fila lunga un chilometro per entrare.
Sono fortunata, il turno coincide con quello di un gruppo
con guida in italiano al seguito, e così approfitto
per ascoltare anche io gli aneddoti che riguardano questo
posto meraviglioso. L'esterno, ispirato al Westminster
di Londra, è molto bello, appena ripulito, sembra fatto
di zucchero! L'interno è una profusione di stucchi,
statue, arredi, tappeti, stemmi, dai quali spicca in
modo unico l'oro, vero, che è stato utilizzato per i decori. In questo
palazzo penso che si percepisca meglio che altrove,
l'essere a metà tra oriente e occidente di questa città,
c'è infatti tutta la ricchezza del barocco europeo con
la finezza tutta orientale dei decori, mai eccessivi.
Ora per il pranzo mi dirigo al Fatal, in Vaci Utca,
una bella strada pedonale piena zeppa di ristoranti
e negozi di souvenir, oltre che di gente; del ristorante
ho letto ripetutamente nelle guide e nei racconti degli
internauti: credetemi, varrebbe la pena andare a Budapest
solo per ammirare il posto: arredi di legno, vetrate
artistiche e lampadari di terracotta, e i piatti
che servono, enormi, in ciotole di ferro o coccio
o sui taglieri di legno. A me portano la trota con le
mandorle, buona senz'altro, ma soprattutto presentata
in modo spettacolare, in un piatto largo mezzo metro,
con la trota appoggiata su un cubo di pane, il tutto
circondato da una quantità incredibile di verdure tagliate
a cubetti. Purtoppo non mi accontento, e ordino anche
il dolce: Home Made Sweet Dumpling, che sarebbe una
sfera di non so cosa, riso forse, ricoperto da una granella
croccante, il tutto di circa 10 centimetri di diametro,
affogato letteralmente in una salsa dolce a base di
yogurt e arancia, ottimo, ma ne lascio la metà con disappunto
del cameriere che mi mostra con orgoglio la sua panza!
Mi portano il conto in una cassetta di legno dipinta,
oggetto tipico del posto, e mi regalano una cartolina
illustrata con alcune delle vetrate del locale. Ora ci vuole una bella
passeggiata, risalgo al Varhegy con
la storica funicolare e, visto che domani si parte,
acquisto qualche souvenir: oggetti di cuoio
e legno, l'immancabile paprika e una maglietta con l'immagine
del Parlamento. L'ultima sera a Budapest mi concedo
il lusso di fare un po' più tardi, per vederla illuminata.
Nell'attesa che faccia buio visito un altro tempio della
pasticceria locale, Angelika, e assaggio la famosa Palacinka
(più o meno la nostra crespella), ripiena di ricotta
con crema e sciroppo di ciliege. Anche questa memorabile,
come memorabile il panorama di Budapest al tramonto,
con il Parlamento che diventa rosa e il Ponte delle
Catene illuminato a giorno e riflesso dal Danubio. Devo
dire che alla fine questa città mi ha proprio conquistato.

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14
Agosto: alzataccia stamattina, alle 7.00 sono già
fuori dell'albergo per andare a prendere il battello
che mi porterà a Vienna, navigando sul bel Danubio blu,
che non è più blu ormai da molto tempo ma che conserva
il suo fascino romantico.

In
navigazione sul Danubio
Il
battello, una specie di aliscafo, parte puntualissimo
alle 9.00, il viaggio durerà in tutto 6 ore, poltrone
comode, servizio bar e personale gentilissimo. La navigazione
procede tranquilla, per un lungo tratto si costeggia
l'Ungheria a sud e la Slovacchia a nord, e si nota una dirrefernza
abissale tra i bei cottage di legno sulla riva ungherese
e gli enormi e orrendi casermoni, rarissimi, dall'altra
parte. Su entrambe le rive però a farla da padrona e
la natura, le foreste, le colline verdeggianti. Alle
12.00 circa di fermiamo per entrare in una chiusa, ci
farà salire di livello oltre la diga di sbarramento.
Ci vuole quasi un'ora perchè si possa riprendere il
viaggio, nel frattempo si chiacchiera e si fa conoscenza
fra colleghi viaggiatori, tra gli altri c'è una coppia
che ha fatto il viaggio vienna/budapest in bicicletta
e ora torna in battello, e un viaggiatore solitario
come me che si ferma a Bratislava per poi andate a Bucarest.
Alle 14.00 facciamo tappa a Bratislava, nonostante sia
una capitale è una città piccolissima, caratterizzata
da un castello che domina il Danubio.

Bratislava
- Slovacchia
Dopo
un po' ci aspetta un'altra chiusa e poi finalmente arriviamo
a Vienna. Prendo la metro per andare in hotel e mi becca
in pieno un'acquazzone. Arrivo in hotel fradicia. Però
sono piacevolmente sorpresa dall'ostello, pulito, ordinato,
e la mia stanza ha anche un balconcino con sedia e tavolinetto,
con vista sulla città. Beh, questo hotel almeno è andato
bene. Oltretutto è a 10 minuti a piedi dai maggiori
musei della città e ho la fermata del tram a 50 metri,
meglio di così! Approfitto dell'acquazzone per fare
un po' di bucato, ma appena spiove un po' non resisto
ed esco, non posso passare la mia prima serata a Vienna
in albergo! Prendo uno dei tram che percorrono tutto
il Ring (linee 1 e 2) e mi metto comoda per questo primo
approccio con Vienna. La prima impressione è ottima,
impressione che durante il viaggio sarà confermata.
Non so perchè ma avevo immaginato questa città molto
fredda e tetra, invece è una città fantastica, innanzi
tutto pulita, con strade, palazzi, ogni tipo di edificio,
storico o no, tutto tirato a lucido, tutto brilla e
tutto risplende. Dopo aver fatto due giri del Ring faccio
un salto a vedere la Kunsthaus, poco lontana, edificio
particolarissimo con la facciata movimentata e colorata.
Poi torno al Ring e mi siedo in una delle eleganti poltrone
del Caffè Schwarzennberger, uno dei caffè storici di
Vienna, e ordino uno strudel, uno dei miti della pasticceria
viennese, che mi viene servito in una fiamminga ricoperto
da mezzo litro di crema pasticcera. Ho sempre pensato
che uno dei modi per conoscere un posto è quello di
accostarsi alla cucina del luogo, mai come a Vienna
questo sarà così piacevole. Ora però a nanna, la giornata
è stata lunga.

Il
mito...Sacher

Ristorante
Griechenbeisl - Vienna
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15
Agosto: Ferragosto lo trascorrerò al castello di
Schonnbrun, residenza imperiale, forse uno dei castelli
più famosi al mondo. Lo raggiungo in tram, che a Vienna
spaccano il secondo e ti portano praticamente ovunque,
facendo prima tappa al museo e ai giardini del Belvedere.

Galleria
del Belvedere - Vienna
Bellissimi! Fa
un po' fresco, ma si sta proprio bene senza afa e umidità.
Ho comprato qualche cartolina e altri souvenir, anche
se qui è tutto più caro che a Budapest. Ho il tour alle
14.01, non un minuto prima mi sarà consentito entrare,
così per pranzo raggiungo uno dei ristoranti della catena
Wienervald, una specie di MacDonald che però serve quasi
esclusivamente piatti viennesi. Passabile. Il tour del
castello è lunghissimo, con le sale, il labirinto, i giardini,
la Gloriette, dalla quale si gode uno splendido panorama
di Vienna, e persino i vecchi forni, nei quali
fanno dimostrazioni su come si prepara il vero strudel
viennese, e nei quali c'è un profumo irresistibile si
dolci appena sfornati. Ho i piedi che mi fanno
un male pazzesco, ma ne è valsa la pena.

A
lezione di...strudel
La
reggia è bellissima, secondo il mio modestissimo parere
anche meglio di Versailles, tutto sotto il segno degli
Asburgo. A ritorno, alla fermata del tram conosco Katia,
anche lei viaggiatrice solitaria, facciamo due chiacchiere
e ci diamo appuntamento per la cena sotto il Duomo di
santo Stefano. Passo in hotel per una rinfrescata veloce
e mi dirigo all'appuntamento, ma incontro Katia sulla
metro, seduta nel mio stesso vagone, di fronte a me!
Andiamo al Griechenbeisl, un ristorante storico risalente
al 1500, un posto che hanno frequentato personaggi come
Beethoven, Schubert, Wagner, Strauss e tanti altri.
Un ambiente caratteristico con la cucina della vecchia
Vienna. Katia e io ci dividiamo una Wiener Snitzel,
cotoletta impanata e fritta, visto che è enorme. Dopo
cena facciamo una passeggiata nel centro storico, pieno
di gente nonostante l'ora tarda, e poi, dandoci appuntamento
per l'indomani ce ne torniamo nei rispettivi hotel.

In
attesa...nella chiusa sul Danubio

Panorama
di Vienna dalla Gloriette - Vienna

KunstHaus
- Particolare |
16
Agosto: oggi visito il centro storico di Vienna,
e una delle prime tappe è il Caffè Sacher, dove, ovviamente
ordino una fetta del mio dolce preferito, la torta Sacher,
appunto, non una imitazione, inventata proprio in questo
caffè e divenuta famosa in tutto il mondo. Viene servita
con un ciuffo di panna e la tradizionale monetina di
cioccolato fondente sulla superficie. Non vi dico la
bontà, e la raffinatezza del posto, assolutamente da
non perdere, ne una ne l'altro. Il centro storico è
bello, ma ci sono forse troppe insegne pubblibitarie
e troppi neon, sembra di essere a Oxford Circus a Londra!
Comunque la mattinata passa velocemente passeggiando
tra le stradine intorno al Duomo, faccio qualche foto
ammirando sempre di più la cura e la pulizia. Per pranzo
Tafelspitz, bollito di carne in salsa accompagnato da
purè di spinaci, ottimo. Il pomeriggio è tutto dedicato
alla visita di Hofburg, la residenza imperiale degli
Asburgo, quella di città, per così dire, con il museo
dedicato alla principessa Sissi, le sale e gli appartamenti
reali.

Hofburg
- Vienna
Anche
qua una marea di gente e tanto camminare ma certo non
se ne può proprio fare a meno! Faccio tappa anche alla
Cripta dei Cappuccini, dove sono le tombe degli Asburgo.
Mi delude un po', mi aspettavo un ambiente più goticheggiante,
denso di atmosfera, invece l'interno e molto anonimo.
Devo confessare che davanti alla tomba di Sissi però
mi sono un po' emozionata. Ho appuntamento per la cena
con Katia e siccome è ancora presto faccio un salto
al Grinzing, quartiere della periferia di Vienna, ci
arrivo con il tram 38 che parte dal Ring. Un posto incantevole,
le case sembrano quelle della favola di Hansel e Gretel,
verde e giardini ovunque e le famose trattorie Heurigen,
una ogni dieci metri e una più caratteristica dell'altra.
Mi concedo solo un caffè in una delle pasticcerie, me
lo serve al tavolo una signora gentilissima con abito
tradizionale. Sono incantata dal tutto. Torno al centro
con questo comodissimo tram e nell'attesa della telefonata
di Katia vado al Muzeum Quartier, pieno di gente sdraiata
sulle buffe "poltrone" rosse sparse ovunque,
seguo l'esempio e ne approfitto per riposare un po'.
Nel frattempo Katia chiama per disdire l'appuntamento,
è troppo stanca per camminare quindi rimane in hotel.
Così, per concludere la serata mi dirigo al Rathaus,
il municipio di Vienna, dove in questo periodo organizzano
un Film Festival. Molte delle cose proposte sono dedicate
a Mozart, film e concerti soprattutto, ma la cosa bella
è che tutto l'enorme giardino è disseminato di chioschi,
ognuno dedicato ad una nazione, con bevande e cucina
tipica, così si passa dalla Hawaii al Messico, dal Brasile
alla Croazia, alla Grecia, alla Cina, ecc, immancabile
la birra. Sono più di venti nazioni diverse ad essere
rappresentate, un po' come una olimpiade della cucina.
E ovviamente centinaia e centinaia di persone con le
quali si chiacchiera e si commenta. Un'atmosfera allegra
e coinvolgente. Ormai sono perdutamente innamorata di
Vienna. Peccato che domani si riparte.

Giardini
di Schonnbrunn - Vienna
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Uno scorcio del
Grinzing - Vienna
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17
Agosto: sono le ore 12.00 e sono in treno diretta
a Praga. Il treno è delle ferrovie austriache, pulitissimo,
comodissimo e naturalmente puntualissimo. Nello
scompartimento con me ci sono due tranquille ragazze
giapponesi con le quale faccio due chiacchiere, anche
loro hanno fatto lo stesso mio itinerario, ma da Praga
proseguiranno per Berlino. Il viaggio è molto piacevole,
il treno attraversa il territorio boemo che è bellissimo,
la campagna e i boschi, ogni tanto si vedono un laghetto
o un ruscello e qualche piccolo villaggio dalle tipiche
abitazioni con giardino, somiglia un po' al Tirolo.
A un certo punto ho persino la fortuna di vedere un
cerbiatto che saltella, troppo rapido per riuscire a
fotografarlo! Alle 16.50 sono in hotel, cento metri
dalla stazione, comodo, carino e ben servito dai mezzi
pubblici, in 10 minuti si arriva al centro della città.
Mi sistemo in camera e nonostante la stanchezza decido
di fare un primo giro di osservazione, salgo sul primo
tram che attraversa il centro storico di Praga e già
posso ammirare le bellezze di questa città.

Palazzi
sulla Moldava
Mi
fermo in un centro commerciale e compro qualcosa per
cena: pane, affettati, yogurt, un bagnoschiuma, il tutto
per 2 euro. In camera do un'occhiata alla tv, sulla
CNN danno le notizie da tutto il mondo, mi aggiorno
un po' visto che per una settimana sono stata fuori
dal mondo: niente giornali, niente televisione.

Karluv
Most - Praga
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18
Agosto: oggi ho in programma la visita dei quartieri
Stare Mesto e Josefov, il quartiere ebraico pieno di
sinagoghe. La zona è bella, ma mi aspettavo sinceramente
una città più pulita. Bei palazzi, bei giardini e un
caldo asfissiante, e una marea di gente per strada.
Per pranzo raggiungo la via Karlova, piena di negozi
di souvenir, ristoranti, birrerie (pirovar) e cristallerie,
comprese le filiali della Swarovsky. Mi fermo in una
delle tante birrerie, al civico 32, un posto carino
tutto rivestito in legno scuro, con alle pareti tante
vecchie insegne pubblicitarie in legno, tra le tante
una del percorino romano e una dell'olio di oliva Quattrocchi.
Il pranzo è ottimo, per circa 7 euro mi portano una
zuppa di verdure, un abbondante goulash di manzo servito
con gnocchi di patate a fette (tipo canederli), una
birra Pillsner Urquell e una montagna di pane fresco.
Tutto ottimo e abbondante. Dopo pranzo mi dirigo alla
stazione Florenc, l'intenzione è quella di prendere
un autobus per andare a Terezin a visitare il campo
di concentramento, ma è tardi e non troverei una coincidenza
per tornare a Praga, così mi rassegno a rinunciare alla
visita. Decido di fare un giro sul tram 22, che è un
normale tram del servizio pubblico, ma viene raccomandato
dalle guide perchè fa un percorso lunghissimo attaverso
tutta la città toccando molti siti interessanti. Attraversando
anche le zone che non ho ancora visitato scopro finalmente
la Praga che mi aspettavo, bella, pulita, ordinata,
con tanti giardini e fontane. Per cena vado di nuovo
in via Karlova, stavolta, al ristorante U Zlate Studny, prendo
una palacinka, ripiena di gelato, con panna e cannella,
un pasto completo direi, gustato all'aperto mentre osservo
la moltitudine si umanità che mi passa davanti.

Panorama
dal Hradcany - Praga
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19
Agosto: ultimo giorno a Praga e ultimo giorno di
vacanza, oggi visito Mala Strana e Hradcany,
il castello della città. Mala Strana è un quartiere
delizioso, posto sulla riva della Moldava alle pendici
del castello, un'isola felice piena di palazzi barocchi
con strade lastricate e qualche scorcio pittoresco.
Ci si arriva attraversando il Ponte Carlo, che è una
bellissima costruzione ornata di statue di santi e affollata
da centinaia di persone ad ogni ora del giorno e della
notte, immancabili gli artisti di strada che offrono
foto e disegni di ogni angolo della città. Il Hradcany,
che comprende il castello, la cattedrale e molti altri
luoghi interessanti, è certamente la parte più bella
della città, in più, da qui, si gode un panorama unico
di tutta Praga con tutte le sue torri, i campanili,
le guglie. Dopo aver visitato il famoso Vicolo d'Oro,
la Cattedrale di san Vito e il Vecchio Palazzo Reale,
mi concedo un po' di riposo nei giardini reali, dove,
in una zona delimitata, vivono alcuni esemplari di gufi
e falconi "addomesticati" da personale dei
giardini.

Rapaci
al Hradcany - Praga
All'ora
di cena mi dirigo alla birreria U Fleku, una delle più
note di Praga, sicuramente una delle più caratteristiche,
un monumento direi: si mangia cucina tipica e si beve
birra scura prodotta qui, seduti a grandi tavolate dove
si sta tutti insieme, si chiacchiera e si canta accompagnati
dai rubicondi suonatori di trombone, violino e fisarmonica
che frequentano il posto. Dopo la lauta cena boema faccio
due passi e acquisto gli ultimi souvenir, cristallo
soprattutto, mi soffermo ad ammirare il panorama notturno
della città che lascia senza fiato e poi, a malincuore,
decido di andare a nanna, domani si riparte, la giornata
sarà lunga e faticosa, quindi è meglio salutare Praga
e andare a riposare.
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Veduta classica
di Praga - Moldava, Karluv Most e Hradcany

San Venceslao
- Praga
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Conclusioni
e consigli: sono tre bellissime città, ognuna con
un suo fascino, che si possono visitare con pochi giorni
organizzando bene le cose da vedere, Vienna necessiterebbe
forse di un paio di giorni in più per immergersi nell'atmosfera
del Grinzing e degli altri villaggi della periferia.
Acquistare la Budapest Card e la Vienna Card può essere
molto conveniente, anche se non si visitano tutti i posti
in cui l'ingresso è scontato comunque hanno la comodità
di non dover pensare cercare e timbrare biglietti. Già
con lo sconto avuto visitando Schonnbrun e Hofburg,
a Vienna, ho ripagato la spesa. A Praga ne esistono
due simili, io sono incappata purtroppo in quella totalmente
inutile, quella che ha anche il Passport. La consegnano
con un libricino sul quale sono riportate le stesse
cose che su questo fantomatico Passport, in maniera
del tutto confusa, ci vuole un'ora a capire come funziona
e alla fine i vantaggi sono uguali a zero, tranne
forse per il fatto che nel prezzo è compresa un'assicurazione
per l'intero soggiorno, che copre sia spese mediche
che problemi relativi a smarrimento o furto di bagagli
e documenti, per fortuna non ho avuto modo di verificare
se la validità fosse reale. Questa carta ha un costo
di 860 corone, un furto! L'altra Prague Card costa 740
ed è più o meno come quelle di Budapest e Vienna, semplici
e maneggevoli, anche se non ho verificato la convenienza
degli sconti proposti. Tre bellissime città dicevo,
Budapest a metà strada tra oriente ed occidente, conserva
ancora qualche brutto segno lasciato dalla storia, si
apprezza col passare delle ore; Praga, gioiello di architettura
barocca e liberty, votata di più al turismo ma forse
un po' trascurata in alcune zone; infine Vienna, la
città che più di ogni altra capitale mai visitata mi
ha affascinato, una città perfetta, nella quale le architetture,
sia storica che moderna, sono perfettamente integrate,
una città pulita e ordinata, maestosa e monumentale
ma anche tanto vivibile. Per la cucina affidatevi pure
a quella del luogo, purchè vi rechiate nei locali tipici
che servono piatti della tradizione locale, che oltretutto
sono i più economici e caratteristici, a Budapest
al Fatal, in Vaci Utca, alla Pasticceria Angelika, in
Batthyany Terrace e alla Gerbeaud, in Vorosmarty Terrace;
a Vienna il caffè Sacher su tutti, in Philarmonikerstrasse, ma
ce ne sono tanti, tutti belli, e il ristorante Greichenbeisl,
in Fleishmarkt 11; a Praga il ristorante U Fleku in
via Kremenkova. Per tutte le informazioni necessarie
ci sono siti internet su ognuna delle città, siti sui
quali è possibile prenotare hotel, acquistare in anticipo
card, biglietti per i teatri, biglietti di treni
e battelli. Per la lingua nessun problema, praticamente
tutti parlano l' inglese. Il Web è pieno di tutte
le informazioni necessarie ad organizzare un viaggio,
tra tutti i migliori siti sono: www.budapestinfo.it, www.info.wien.at
, www.praha4u.com.
Nota
dolente: a malincuore devo dire che è stato il ritorno
in Italia, all'aeroporto di Fiumicino mi ci è voluta
un'ora per capire con quale autobus si arriva a Roma
Termini, il biglietto della linea Cotral costa 3.60
euro (a budapest il tragitto dall'aeroporto alla più
vicina fermata della metro è compreso nella Budapest
Card, a Praga il bus 119 che porta dalla metro all'aeroporto,
con tanto di indicazione voclali sulle fermate, costa
25 corone, poco meno di un euro), sempre se non si vuole
utilizzare il treno FS o i bus privati che vanno dai
9 ai 10 euro. Dopo 1 ora e 40 sono a Termini incazzatissima,
oltretutto devo assistere alla scenetta tra una distinta
signora che chiede all'autista (in inglese) di poter
pagare il biglietto e questo che la invita "cortesemente"
a parlare italiano, "visto che qua siamo in Italia",
beh mi sono vergognata! E ci consideriamo un paese civile!
Nonostante l'amore viscerale che ho per la mia nazione
ho rimpianto davvero la cortesia, la disponibilità,
l'educazione e la precisione che ho trovato fuori dei
confini nazionali. |
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